Recensione: PETER GABRIEL – “i/o”

Alla fine ecco in tutta la sua maestria e genialità “i/o” il nuovo disco di Peter Gabriel.

Un disco interamente già esplorato, analizzato e ascoltato, visto che Gabriel aveva pubblicato una nuova canzone in occasione di ogni luna piena, ma che trova un suo perché e una sua definitiva collocazione nella globalità del progetto. 

Una chiusura di un ciclo che raccoglie i 12+12 brani (una bright-side e una dark-side) in un contenitore-disco che rappresenta l’attuale stato creativo e musicale di Gabriel.

“i/o” è un disco dalla gestazione infinita lunga tre decadi. Alcune canzoni sarebbero nate già negli anni ’90 e sarebbe dovuto uscire già da tempo, ma la minuzia di Gabriel l’ha portato avanti nel tempo, cesellandolo continuamente fino ad arrivare a una perfezione quasi maniacale. 

Un disco perfetto sotto il profilo della produzione, degli arrangiamenti, dei suoni, della ingegneria musicale, dove la voce di Gabriel è dinamica, piena e intatta.
Un disco perfetto anche sotto il profilo delle liriche, canzoni intelligenti dalla sincera bellezza, dense di riflessioni sullo stato del pianeta, della società, della vita e dell’universo.
Il tempo preso in prestito, la mortalità e il dolore, insieme a temi come l’ingiustizia, la videosorveglianza e le radici del terrorismo attraversano i testi dell’album in un continuo alternare di meditazioni, avvertimenti, preoccupazioni, ma al tempo stesso positività e speranza. 

“i/o” è prima di tutto un disco esperienziale. Non si può ascoltare nei ritagli della quotidianità, tra una cosa e l’altra. Necessità un ascolto attento, assoluto, dedicato. Perderebbe tutto il suo fascino, la sua magia e la sua peculiarità artistica. 

L’esplosione della sua nuova opera d’arte, l’ennesima avanguardia di Gabriel. Un progetto che va oltre alla musica e abbraccia anche l’arte visiva. Infatti, continuando l’idea sviluppata per gli album “US” e “UP”, Gabriel ha nuovamente invitato una serie di artisti visivi a contribuire con un’opera d’arte per accompagnare la sua musica. Ciascuna delle 12 canzoni di i/o è stata affidata a un artista di fama mondiale per creare un’opera di accompagnamento, che si tratti di pittura, fotografia, scultura o persino plastilina. La dozzina di artisti costituisce una squadra di collaboratori davvero impressionante: Ai Weiwei, Nick Cave, Olafur Eliasson, Henry Hudson, Annette Messager, Antony Micallef, David Moreno, Cornelia Parker, Megan Rooney, Tim Shaw, David Spriggs e Barthélémy Toguo.

Un altro legame visivo con il lavoro passato di Peter è lo scatto di copertina. Scattata dal fotografo Nadav Kander, riecheggia le copertine dei suoi album precedenti, ad eccezione di “So”, intrigantemente oscurate o manipolate.

“i/o” è una lunga meditazione, che avvolge sia se si ascolta la sua versione luccicante sia quella oscura. 
Un disco assolutamente all’altezza del miglior Gabriel… speriamo non dover aspettare così tanto per avere un’altra perla del maestro. 
Nel frattempo viviamo l’esperienza di questo “i/o”.

SCORE: 8,00 

I VOTO DEGLI ALTRI: 

The Indipendent: 10,00
The Telegraph: 10,00
Mojo: 8,00
Uncut: 8,00
Clash Music: 8,00
The Guardian: 8,00
Pitchforch: 7,40

DA ASCOLTARE SUBITO

Playing for Time – So Much -Live And Let Live

DA SKIPPARE SUBITO

Nulla. Un disco assolutamente esperienziale. Da ascolta dall’inizio alla fine.

TRACKLIST

Panopticom
The Court
Playing for Time
i/o
Four Kinds of Horses
Road to Joy
So Much
Olive Tree
Love Can Heal
This Is Home
And Still
Live And Let Live

DISCOGRAFIA

1977 – Peter Gabriel (Car)
1978 – Peter Gabriel (Scratch)
1980 – Peter Gabriel (Melt)
1982 – Peter Gabriel (Security)
1986 – So
1992 – Us
2002 – Up
2010 – Scratch My Back
2011 – New Blood
2023 – I/O

I VIDEO 

WEB & SOCIAL

www.petergabriel.com

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